In picchiata le vendite degli snack più famosi
di Mak Birillomercoledì, 26 novembre 2003, ore 01:37
Categoria: Cronaca Vera
I CroccoSgranocchio, i gustosi snack ricavati dalla frittura di vero muco nasale umano, sembrano non incontrare più la preferenza del pubblico.
Già da alcuni mesi le vendite del prodotto hanno subito una piccola ma costante flessione che, a lungo andare, potrebbe costituire un serio problema per le casse della società produttrice.
A nulla sono valsi gli ultimi tentativi per diversificare l'offerta, con i CioccoSgranocchio al cacao magro e i BroccoSgranocchio all'essenza di cavolfiore.
Men che meno è servita la nuova mossa di marketing che, tra le altre cose, ha sfornato il nuovo ritornello "Caccole e sale / non fanno mai male. / Non costano un occhio / son CroccoSgranocchio!".
All'origine della diminuzione delle vendite pare abbiano influito le continue voci sulla presunta presenza di fluidi non umani tra gli ingredienti.
Intervistato da NaniStrani, il presidente della società produttrice dei CroccoSgranocchio, Delfino Pera, ha affermato "E' vero che l'azienda opera in altri settori e che tre mesi fa ci è capitata una partita di sperma di vitello da piazzare sul mercato, ma nessuno di quegli spermatozoi è finito tra le caccole 100% umane dei nostri CroccoSgranocchio! Tutti i nostri donatori sono sani e ogni singola crosticina viene sterilizzata dalla frittura nello strutto.".
I NAS stanno attualmente perquisendo gli stabilimenti della società in cerca di eventuali prove in grado di suffragare i dubbi sollevati dalle associazioni dei consumatori.
